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GEO vs SEO: le differenze vere (e cosa resta uguale), con i dati

9 min

"Serve ancora la SEO, adesso che c'è la GEO?" È la domanda che mi fanno più spesso da quando ChatGPT, Perplexity e Gemini rispondono direttamente alle domande delle persone. La risposta breve è sì. Quella lunga è che le due cose si sovrappongono molto, ma non del tutto, e la parte che non si sovrappone si misura in modo diverso.

In questo articolo metto in fila le differenze vere tra SEO e GEO, quello che resta uguale e da dove partire. Dove posso, uso dati che ho misurato io invece di opinioni.

SEO e GEO in una riga

  • SEO (Search Engine Optimization): il lavoro per far comparire un sito tra i risultati di Google, la classica lista di link.
  • GEO (Generative Engine Optimization): il lavoro per far comparire un sito dentro le risposte dei motori generativi, come fonte citata o come nome consigliato.
  • AEO (Answer Engine Optimization): un altro nome per la stessa idea della GEO. Lo si trova spesso usato come sinonimo, e in pratica indica le stesse attività.

La differenza di fondo è il formato del risultato. La SEO lavora per una posizione in una lista di dieci link. La GEO lavora per essere una delle due o tre fonti da cui il motore costruisce una risposta già scritta.

Le differenze principali

SEOGEO
Dove compariNella lista dei risultati di GoogleDentro la risposta di ChatGPT, Perplexity, Gemini, AI Overviews
Cosa ottieniUna posizione e, se va bene, un clicUna citazione con link, oppure solo una menzione del nome nel testo
Quante fonti vinconoDieci per paginaDi solito poche per risposta
Chi legge il tuo sitoGooglebot, che esegue anche JavaScriptCrawler AI che spesso leggono solo l'HTML del server
Cosa decidePertinenza, qualità, autorevolezza, linkLe stesse cose, più quanto il testo si presta a essere estratto e citato
Quanto è stabileLa posizione cambia lentamenteLa stessa domanda può dare fonti diverse da una volta all'altra
Come si misuraSearch Console: impressioni, clic, posizioneDomande ripetute ai motori: chi citano, se ti nominano, cosa cercano

Vediamo le più importanti una per una.

1. Non sempre c'è una partita da giocare

Con Google, se una ricerca ha risultati, c'è sempre una lista in cui provare a entrare. Con i motori generativi no: a volte il modello risponde a memoria, con quello che ha imparato durante l'addestramento, senza consultare nessuna fonte. In quel caso nessun sito può essere citato, qualunque cosa faccia.

Succede più spesso di quanto si pensi. In una mia analisi su 72 domande sugli hotel di Venezia, Perplexity ha cercato sul web ogni volta, ChatGPT circa 3 volte su 4 e Gemini poco più di 1 su 2. Su una domanda su cinque né ChatGPT né Gemini hanno consultato una sola fonte: erano quasi tutte domande di confronto, come "meglio San Marco o Dorsoduro?".

L'ho visto anche sul mio sito. Alla domanda "per un piccolo sito conviene un'analisi SEO automatica o un consulente?" né ChatGPT né Gemini hanno mai cercato, zero volte su quattro. Alla domanda "chi offre consulenza GEO in Italia?" hanno cercato sempre.

Cosa cambia in pratica: nella SEO si sceglie una parola chiave guardando volumi e concorrenza. Nella GEO prima di tutto bisogna verificare che la domanda faccia cercare il modello. Se non cerca, non c'è niente da ottimizzare.

2. Ogni motore ha le sue fonti

Su Google la concorrenza è una sola classifica. Nei motori generativi ogni motore pesca da fonti diverse, e anche molto.

Nella stessa analisi, OpenAI dava il 37% delle citazioni ai siti ufficiali di hotel e catene e appena il 3% a recensioni, portali e blog. Perplexity faceva l'opposto: 40% a recensioni, forum e portali di prenotazione, 9% ai siti ufficiali. Su una domanda che chiedeva una lista di hotel, i due motori citavano in media 15 e 9 siti, con poco più di uno in comune.

Cosa cambia in pratica: nella SEO il lavoro principale è sul tuo sito e sui link che riceve. Nella GEO dipende dal motore. Per ChatGPT il sito ufficiale conta molto; per Perplexity contano soprattutto le recensioni, le guide e i posti in cui altri parlano di te.

3. La domanda vera la pone il modello

Nella SEO si ottimizza per le ricerche che fanno le persone. Nei motori generativi c'è un passaggio in mezzo: il modello riscrive la domanda dell'utente in una serie di ricerche sue, chiamate fan-out, e sono quelle a decidere quali pagine legge.

Da una domanda generica come "quali sono i migliori hotel di lusso a Venezia?" ChatGPT ha generato fino a 26 ricerche, del tipo "nome dell'hotel + caratteristica + è ancora aperto?". Prima richiama dalla memoria una lista di candidati, poi li verifica uno per uno, spesso sul sito ufficiale.

Cosa cambia in pratica: quelle ricerche sono normali ricerche, le stesse su cui la SEO lavora da vent'anni. La differenza è che non le scrive l'utente, le scrive il modello. Osservarle diventa una forma di keyword research: dicono a quali domande precise il tuo sito deve rispondere senza ambiguità.

4. Il JavaScript conta molto di più

Googlebot esegue il JavaScript: legge anche i contenuti che compaiono solo dopo che la pagina è stata costruita nel browser. Buona parte dei crawler dei motori AI invece legge solo l'HTML che arriva dal server.

Un sito costruito interamente lato client può quindi posizionarsi discretamente su Google ed essere quasi vuoto per un motore generativo. Testi, prezzi, FAQ caricate al clic: se non sono nell'HTML iniziale, per quei crawler non esistono.

Cosa cambia in pratica: nella SEO il rendering lato server è una buona pratica. Nella GEO è un requisito. Ho spiegato come verificarlo in 30 secondi nella guida su come rendere il sito leggibile da ChatGPT, Perplexity e Gemini.

5. Citazione e menzione non sono la stessa cosa

Nella SEO il successo ha una forma sola: compari in una posizione e qualcuno clicca. Nella GEO ce ne sono due, e vanno tenute separate:

  • La citazione: un link al tuo sito tra le fonti della risposta. Porta visite.
  • La menzione: il tuo nome nel testo della risposta, anche senza link. Porta notorietà, e spesso è quella che fa scegliere.

Nella mia analisi le due cose andavano per strade diverse: Perplexity era il motore con più fonti diverse citate, ma quello che nominava meno strutture nel testo. E una parte delle menzioni viene dalla memoria del modello, non dalle fonti: alcuni grandi nomi comparivano anche nelle risposte date senza cercare.

Cosa resta uguale

Detto delle differenze, la parte in comune è la più grande:

  • Il sito deve essere tecnicamente leggibile. Pagine raggiungibili, nessun blocco sbagliato nel robots.txt, contenuto nell'HTML, una struttura chiara. Un sito che Google fatica a leggere difficilmente verrà letto bene da un motore AI.
  • I contenuti devono rispondere a domande vere. Pagine generiche che non rispondono a niente non funzionano né su Google né nei motori generativi.
  • L'autorevolezza conta. I motori AI si appoggiano agli indici di ricerca per trovare le pagine. Chi è autorevole per Google parte avvantaggiato anche lì.

Per questo la GEO non sostituisce la SEO: ci si costruisce sopra. Chi salta la parte tecnica per inseguire "trucchi per ChatGPT" di solito non ottiene né l'una né l'altra.

Da SEO a GEO: da dove partire

Se il tuo sito ha già una base SEO, questi sono i passi che aggiungerei, in ordine:

  1. Verifica che i bot AI giusti possano entrare. Controlla robots.txt e impostazioni del CDN, distinguendo i bot che servono a rispondere agli utenti da quelli che servono solo ad addestrare i modelli.
  2. Controlla che il contenuto sia nell'HTML. Apri il sorgente della pagina e cerca una frase del testo principale.
  3. Scrivi le 10 domande che fanno i tuoi clienti e falle a ChatGPT, Perplexity e Gemini, più di una volta. Segna se cercano sul web e chi citano.
  4. Rendi il sito la risposta più chiara alle domande dove i motori cercano: una pagina per ogni cosa che offri, con i dettagli concreti scritti nero su bianco.
  5. Lavora sulle fonti terze che i motori del tuo settore citano: recensioni, guide, directory, testate.

Per la base tecnica puoi partire da un'analisi SEO gratuita del tuo sito. Se vuoi la misura sui motori AI nel tuo settore, è il lavoro che faccio nella consulenza GEO.

Domande frequenti

La GEO sostituirà la SEO?

No, almeno non nel modo in cui viene spesso raccontato. I motori generativi cercano sul web usando indici di ricerca, quindi la base resta la stessa. Quello che cambia è il punto di arrivo: oltre a una posizione nella lista, oggi si può comparire dentro una risposta.

GEO e AEO sono la stessa cosa?

In pratica sì. AEO (Answer Engine Optimization) e GEO (Generative Engine Optimization) indicano entrambe il lavoro per comparire nelle risposte dei motori che rispondono direttamente. Cambia il nome, non le attività.

Come faccio a sapere se il mio sito compare nelle risposte AI?

Search Console conta le impressioni delle AI Overviews di Google insieme alle altre, senza un filtro separato. Per ChatGPT, Perplexity e Gemini non esiste un equivalente: bisogna porre le domande del proprio mercato, ripeterle più volte e guardare chi viene citato. Ripeterle è importante, perché le risposte cambiano anche ponendo la stessa identica domanda.

Da cosa conviene iniziare, SEO o GEO?

Dalla SEO tecnica, perché è la base di entrambe. Poi dalle domande dove i motori AI cercano davvero: sono le uniche su cui un intervento può produrre una citazione.

Federico Curtoni

Consulente SEO tecnico e GEO, sviluppatore di formazione: faccio trovare i siti su Google e nei motori AI, e le correzioni le implemento io. Scrivo come parlo ai clienti: senza gergo. Contattami.